chess, formazione, seo

L’arte del controattacco secondo Shamkovich: ma il suo modo di rendere facili le cose complicate sulla scacchiera vale anche per la SEO?

Come di consueto gli articoli strategici di Umbriaway Consulting toccano di pari passo temi tecnologici ma anche scacchistici perché le analogie tra le nuove tecnologie e questa disciplina sono tantissime non solo in un ottica di strategie digitali per l’amplificazione di un brand aziendale. Nella partita John Fedorowicz vs Leonid Alexandrovich Shamkovich giocata a New York nel 1980 assistiamo a un piccoloo saggio da manuale sul tema del controattacco. Al momento di giocare 13..Td8 Shamkovic commenta: the beginning of a counter-attack on the d-file.There is no time to castle – 13…0-0 is met by 14.c4 b4 15.e5…molto bello e da antologia per un libro sulla king hunting il matto preso Da Fedorowicz preso per una miniatura “espansa”, presa sotto le trenta mosse. L’arte di individuare posizioni difficili da sostenere e di valutare contromisure efficaci e anche soluzioni eccezionali per sopravvivere rientra in questa partita che dal punto di vista dell’ eleganza merita di essere menzionata come un piccolo gioiello stilistico all’ insegna del famoso “simple chess” propugnato dai GM che riescono a far sembrare facili cose tremendamente complicate, partita seguibile all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1043010. Questa arte della semplificazione che Shamkovic ostenta però é più complicata da mostrare quando si parla di Google e di SERP e davvero per un seo specialist c’è tanto da studiare per capire come lavora un algoritmo ed evitare errori banali. Molti dei nuovi ritrovati tecnologici iniziano a lavorare per autoapprendimento, le nostre scelte sulo web toccano i motori che ci rispondono influenzando la vista stesse dei nostri interessi di mercato. Può capitare quindi di vedere pubblicità molto vicine ai nostri interessi solo perché in passato abbiamo manifestato di visionare questo o quel prodotto per un ipotetico acquisto. In passato i backlink facevano miracoli ma oggi questa strategia viene penalizzata per vedere la propria chiave in cima nel posizionamento organico della SERP. Un professionista per illustrare l’evoluzione della figura del seo specialist in un convegno ha dichiarato: una volta la seo somigliava a una gara di formula uno. Oggi invece é come attraversare una giungla in jeep. Prima facendo un sito ben ottimizzato e poi ricamandoci sopra una marea di backlink si toccava il vertice delle prime posizioni oggi invece si rischia di finire dalla serie A non solo in serie C ma anche al campionato della parrocchia. Il problema tecnico quindi rimane come districarsi tra una miriade di strade per arrivare alla meta visto che alcune porteranno dove c’è il nulla, altre saranno difficili da percorrere e impatricabili e solo poche saranno performanti per arrivare allo scopo. Ci siamo fatti l’idea che di solito l’utente compie prima una ricerca, il motore di ricerca estrapola i risultati che ritiene pertinenti per quella ricerca, ordina i suoi risultati in base ai suoi algoritmi di popolarità e infine mostra i risultati all’ utente. Semplice e lineare ma di fatto le cose potrebbero essere più complesse tipo: il motore di ricerca deduce l’argomento che l’utente sta cercando, deduce le intenzioni di ricerca dell’ utente, estrapola i documenti interessati, manda ad algoritmi specializzati (foto e video), ordina i risultati in base ai suoi algoritmi di popolarità, personalizza i risultati in base alle informazioni che ha sull’ utente e sulla ricerca e infine dopo un processo estenuante rilasciai risultati. Come si evince la partita di scacchi mostrata é totalmente collegata a quello che fa un motore di ricerca dal versante opposto ossia mentre il GM rende facili le cose impossibili, nella SERP accade che una cosa semplice viene masticata e resa complessa ed elaborata per rilasciarla come apparentemente facile, ma di semplice non c’è nulla in questo processo. I fattori SEO quindi variano da SERP in SERP. Bisogna sfatare il luogo comune che una persona che cerca informazioni a Sorrento riceva in cambio le stesse informazioni di un utente che cerca quello stesso tipo di informazioni a Ivrea visto che Google prima fa tutto un lavoro di personalizzazione adattandosi ai gusti e alle esigenze del suo utente ideale e basandosi sul concetto di categorizzazione. Ricerche, utenti e siti web sono inseriti da Google all’ interno di categorie ben precise questo é quello che differenzia questo motori da altri. Se qualcuno scrive PANDA nella casella search che cosa succede? Che risultati vengono fuori? Parliamo di una vettura? Di una macchina? All’ inizio il motore copre una vasta gamma di argomenti ma poi quello che fa é ordinare questi elementi in base ai dati storici in possesso sull’ utente. Un animalista convinto potrebbe non vedere una macchina se il suo brand acquisito dai database di Google lo vedono attivo come sostenitore pro natura. Al contrario un fanatico di meccanica che ha al suo attivo centinaia di ricerche su vettori cilindrate e motori é molto probabile che veda nei primi posti tra i risultati la sua vettura. Speriamo come Umbriaway Consulting di avervi confuso volutamente le idee per sfatare quel luogo comune che vuole l’utente schiacciare un bottone e ricevere indietro come feedback un risultato veloce e diretto. Vero ma in mezzo c’è tutta una giungla da esplorare, seguiteci come Umbriaway Consulting!

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