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Pensa come un grande maestro nel settore vendita, puntata 8 a cura di web designer Todi

Il gradino più basso dei sei livelli neurologici di Dilts é quello dell’ ambiente. Dopo abbiamo i comportamenti che però sono condizionati dai livelli superiori ossia capacità, credenze, valori, identità e persino spiritualità. Come venditori fate leva sulla motivazione? Siete in grado di convertire esperienze negative in esperienze motivanti? Autostima, determinazione, entusiamo: come siete messi con queste componenti? Il trucco consiste nell’ allineare i livelli neurologici per influenzare gli stati d’animo. Il peggior nemico del venditore é il famoso stato d’animo negativo. Certo che senza motivazione, determinazione, entusiasmo, autostima la guerra é già persa in partenza. Ognuno ha dentro di se le energie e le risorse che necessitano, recita un importante assunto della PNL. Per capire quale é il grado della vostra determinazione e motivazione alla vendita fatevi pure delle domande e datevi pure delle risposte:

vi piacciono le sfide?
La miglior vendita é quella che arriva domani?
Avete entusiasmo?
Vi rinnovate? Vi concentrate su nuovi obiettivi?
Vi immaginate una trattativa prima di eseguirla?
Avete hobby e attività ludiche?
Le critiche di colleghi e clienti vi smontano?

L’importante é non perdersi d’animo e iniziare a pensare che infinite punizioni divine piovono su di voi per obbligarvi a dei risultati negativi! Ora grazie alle sottomodalità della PNL legate alla rappresentazioni interne possiamo modificare alcune convinzioni limitanti che ospitiamo indelebili nel ns essere. Finalmente dopo essere diventati dei consulenti investigativi é giunto il momento di diventare registi. Effetti speciali no problem, il set cinematografico é il vs cervello.

In questo esercizio cercheremo in dieci minuti di estrapolare informazioni importanti da esperienze piacevoli che avete avuto in passato. Ricordate quella volta che avete vinto per la vostra sezione un concorso letterario? Mettetevi comodi e respirate cercando di rivivere quei momenti. Ricordate quando l’attore professionista é venuto da voi per chiedervi come doveva leggere il brano? Non il brano qualsiasi ma il vs brano! Cercate di materializzare quel tipo di situazione reale (location, suoni, sensazioni interne) che avete vissuto e poi con calma fatevi delle domande:

la scena é in B/N o a colori?
E’ un immagine fissa statica o dinamica?
E’ una sequenza sfocata o nitida?
Ha una cornice o é senza bordo?
Parliamo di un contesto 2D o 3D?
Suoni?
Persone?
Volti?
Testa, petto, stomaco: dove é collocata la sensazione positiva?
La sensazione positiva ha una direzione? Come vi attraversa?

Stupiti di come siate riusciti a ricordare dettagli interessanti che erano fuori dalla soglia della vs consapevolezza? I sensi sono sempre cinque: vista, tatto, olfatto, udito, gusto. Questi canali vengono raggruppati in visivo, uditivo e cinestesico (caldo/freddo, sensazioni interne). Il filtro sensoriale é importante pensate solo alle tv che hanno introdotto le telecamere interne sulle macchine di formula uno. Parliamo di coinvolgimento associato durante la gare e magari quando la vettura taglia il traguardo la vettura viene vista dall’ esterno e si parla allora di coinvolgimento dissociato. Anche i nostri dolori radicati fisici e psicologici conseguenza di insuccessi o di esperienze negative possono essere rivisti in ottica dissociata e l’intensità della loro nefasta portata può diminuire, quello che l’aspirante atleta di PNL deve fare é riuscire a modulare come un DJokey una serie di filtri e controfiltri per attenuare, modificare e cambiare sottomodalità seppia per trasformarle e convertirle in visioni calde di luce. Per Riuscire a fare questo ci va esercizio, esercizio, esercizio! Si tratta di vedere le cose con diverse prospettive cambiando gli angoli di osservazione. Associandosi si sente dolore. Allora facciamo la cosa opposta. Esercitiamoci a una dissociazione consapevole come se stessimo girando un film dall’ esterno su un attore protagonista che ha perso la sua visione tecnica in soggettiva! A pensarci bene anche nei thriller quando il regista usa la soggettiva lo fa per amplificare gi stati di tensione in quel momento specifico nella trama. Le schede di comparazione delle sottomodalità quindi si raggruppano in tre aree: visivo, uditivo, cinestesico. L’obiettivo é scomporre le neuroassociazioni in modo da annullare la portata nefasta di quei significati negativi che abbiamo assegnato a determinati eventi. Nei prossimi post vedremo in dettaglio queste schede per iniziare un profondo lavoro di decostruzione, scomposizione, vivisezione su noi stessi! Stiamo per diventare dei puzzle!

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