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Ma quando vai a fare la spesa dentro ci metti mosse tipo il 20 Cavallo in h7 giocata nella Kasparov vs Marjanovic?

Garry Kasparov vs Slavoljub Marjanovic é uno spaccato didattico sull’ arte dell’ attacco. Ogni scacchista dovrebbe avere il suo eroe a cui ispirarsi un modello di comportamento da cui attingere. Quello che c’è di positivo in Kasparov e la sua concezione di sacrificio chi lo ha visto sul video https://youtu.be/SMe-hvCwTRodi un’altra celebre partita sa che le grandi opere d’arte non nascono per caso ma seguoino un iter travagliato e complesso. Vincere una partita con un sacrificio dove hai visto tutte le mosse e contromosse, bè l’orco di Baku lo fa e allora c’è da imparare, link http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1069877…la partita finisce velocemente in meno di trenta mosse: 1. d4 Nf6 2. c4 e6 3. Nf3 b6 4. g3 Bb7 5. Bg2 Be7 6. O-O O-O 7. d5 ed5 8. Nh4 c6 9. cd5 Nd5 10. Nf5 Nc7 11. Nc3 d5 12. e4 Bf6 13. ed5 cd5 14. Bf4 Nba6 15. Re1 Qd7 16. Bh3 Kh8 17. Ne4 Bb2 18. Ng5 Qc6 19. Ne7 Qf6 20. Nh7 Qd4 21. Qh5 g6 22. Qh4 Ba1 23. Nf6….e la mossa 20 Ch7 é la ciliegina sulla torta. Di nuoco ci troviamo di fronte a una simpatica situazione: ce sta gente per dirla alla romanesca che fa le cose difficili con leggerezza. Questo però lo dovrebbe fare anche a chi aspira a diventare un buon copywriter per esempio, scrivere per il web significa snellire, categorizzare, semplificare, procedere per gradi in modo da mostrare un intero arcipelago solo a piccoli pezzi per dare il tempo al lettore consumatore una buona digeribilità. Le istruzioni passo passo partono da un inizio e finiscono con una fine! Un pòcome la partita a scacchi che finisce come lo scacco matto di cui sopra inferto dal bianco. Se da copy state affrontando argomenti troppo tecnici occorre interrogarsi e chiedersi se dall’ altra parte c’è lo stesso livello di competenza e se é il caso di guidarli passo passo verco conoscenze maggiori incrementate per gradi. C’è modo e modo per fare una guida come buttarsi dal trampolino e vivere felici senza cicatrici. Che fai inizi a partire dal trampolino o dici prima che ce sta l’acqua e il bagnino e che la piscina non deve stare vuota? Dipende a chi ti rivolgi. Bisogna guidare il lettore verso un processo completo o posso evitare di raccontare cose scontate e banali? Veramente scontate o banali o certe informazioni vanno comunque trasmesse? In fondo se vai a comprare qualcosa al supermercato entri nel supermercato, prendi il carrello, valuti la merce, scegli la merce, metti la merce nel carrello, porti la merce alla cassa, paghi, rimetti a posto il carrello e ti porti via la merce. Il copy non deve dare per scontato il fatto che alcune azioni come guidare la macchina o suonare il piano siano solo azioni riconducibili a guidare la macchina o suonare il piano. Dentro a queste semplici azioni si può scomporre l’universo e bisogna chiedersi se l’utente ha necessità di sentirsi dire cose che già conosce o forse cose che non sa. Il punto é come aspirante copy al top: quando scrivi la metti la merce nel carrello e segui dei passaggi numerati? Certamente é importante descrivere una sola azione per ogni passaggio senza essere troppo prolissi e senza creare confusione. Può anche capitare che l’utente a cui la racconti non sappia che cosa sia il corridoio di frutta e verdura e in tal caso non devi fare finta che sia assodato ma il concetto va spiegato in maniera tempestiva. Chi conosce bene i supermercati sa bene che quando entra deve prendere un carrello ma tu scrivi per quale pubblico? Sapevi che c’è anche chi ha bisogno di veloci ripassi? L’arte del copywriting ha dei confini di scrittura molto vasti e impalababili l’unico modo é quello di esplorarli sfruttando l’occhio bionico di Umbriaway Consulting che in uno dei prossimi articoli di approfondimento affronterà la spinosa questione del gergo e del linguaggio troppo settoriale dove ci chiederemo quanto necessità hanno i nostri affezionati lettori di essere inondati dal gergo tecnico anche se trattasi di un post particolare, quanto sono esperti in quella materia specifica.

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L’arte del controattacco secondo Shamkovich: ma il suo modo di rendere facili le cose complicate sulla scacchiera vale anche per la SEO?

Come di consueto gli articoli strategici di Umbriaway Consulting toccano di pari passo temi tecnologici ma anche scacchistici perché le analogie tra le nuove tecnologie e questa disciplina sono tantissime non solo in un ottica di strategie digitali per l’amplificazione di un brand aziendale. Nella partita John Fedorowicz vs Leonid Alexandrovich Shamkovich giocata a New York nel 1980 assistiamo a un piccoloo saggio da manuale sul tema del controattacco. Al momento di giocare 13..Td8 Shamkovic commenta: the beginning of a counter-attack on the d-file.There is no time to castle – 13…0-0 is met by 14.c4 b4 15.e5…molto bello e da antologia per un libro sulla king hunting il matto preso Da Fedorowicz preso per una miniatura “espansa”, presa sotto le trenta mosse. L’arte di individuare posizioni difficili da sostenere e di valutare contromisure efficaci e anche soluzioni eccezionali per sopravvivere rientra in questa partita che dal punto di vista dell’ eleganza merita di essere menzionata come un piccolo gioiello stilistico all’ insegna del famoso “simple chess” propugnato dai GM che riescono a far sembrare facili cose tremendamente complicate, partita seguibile all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1043010. Questa arte della semplificazione che Shamkovic ostenta però é più complicata da mostrare quando si parla di Google e di SERP e davvero per un seo specialist c’è tanto da studiare per capire come lavora un algoritmo ed evitare errori banali. Molti dei nuovi ritrovati tecnologici iniziano a lavorare per autoapprendimento, le nostre scelte sulo web toccano i motori che ci rispondono influenzando la vista stesse dei nostri interessi di mercato. Può capitare quindi di vedere pubblicità molto vicine ai nostri interessi solo perché in passato abbiamo manifestato di visionare questo o quel prodotto per un ipotetico acquisto. In passato i backlink facevano miracoli ma oggi questa strategia viene penalizzata per vedere la propria chiave in cima nel posizionamento organico della SERP. Un professionista per illustrare l’evoluzione della figura del seo specialist in un convegno ha dichiarato: una volta la seo somigliava a una gara di formula uno. Oggi invece é come attraversare una giungla in jeep. Prima facendo un sito ben ottimizzato e poi ricamandoci sopra una marea di backlink si toccava il vertice delle prime posizioni oggi invece si rischia di finire dalla serie A non solo in serie C ma anche al campionato della parrocchia. Il problema tecnico quindi rimane come districarsi tra una miriade di strade per arrivare alla meta visto che alcune porteranno dove c’è il nulla, altre saranno difficili da percorrere e impatricabili e solo poche saranno performanti per arrivare allo scopo. Ci siamo fatti l’idea che di solito l’utente compie prima una ricerca, il motore di ricerca estrapola i risultati che ritiene pertinenti per quella ricerca, ordina i suoi risultati in base ai suoi algoritmi di popolarità e infine mostra i risultati all’ utente. Semplice e lineare ma di fatto le cose potrebbero essere più complesse tipo: il motore di ricerca deduce l’argomento che l’utente sta cercando, deduce le intenzioni di ricerca dell’ utente, estrapola i documenti interessati, manda ad algoritmi specializzati (foto e video), ordina i risultati in base ai suoi algoritmi di popolarità, personalizza i risultati in base alle informazioni che ha sull’ utente e sulla ricerca e infine dopo un processo estenuante rilasciai risultati. Come si evince la partita di scacchi mostrata é totalmente collegata a quello che fa un motore di ricerca dal versante opposto ossia mentre il GM rende facili le cose impossibili, nella SERP accade che una cosa semplice viene masticata e resa complessa ed elaborata per rilasciarla come apparentemente facile, ma di semplice non c’è nulla in questo processo. I fattori SEO quindi variano da SERP in SERP. Bisogna sfatare il luogo comune che una persona che cerca informazioni a Sorrento riceva in cambio le stesse informazioni di un utente che cerca quello stesso tipo di informazioni a Ivrea visto che Google prima fa tutto un lavoro di personalizzazione adattandosi ai gusti e alle esigenze del suo utente ideale e basandosi sul concetto di categorizzazione. Ricerche, utenti e siti web sono inseriti da Google all’ interno di categorie ben precise questo é quello che differenzia questo motori da altri. Se qualcuno scrive PANDA nella casella search che cosa succede? Che risultati vengono fuori? Parliamo di una vettura? Di una macchina? All’ inizio il motore copre una vasta gamma di argomenti ma poi quello che fa é ordinare questi elementi in base ai dati storici in possesso sull’ utente. Un animalista convinto potrebbe non vedere una macchina se il suo brand acquisito dai database di Google lo vedono attivo come sostenitore pro natura. Al contrario un fanatico di meccanica che ha al suo attivo centinaia di ricerche su vettori cilindrate e motori é molto probabile che veda nei primi posti tra i risultati la sua vettura. Speriamo come Umbriaway Consulting di avervi confuso volutamente le idee per sfatare quel luogo comune che vuole l’utente schiacciare un bottone e ricevere indietro come feedback un risultato veloce e diretto. Vero ma in mezzo c’è tutta una giungla da esplorare, seguiteci come Umbriaway Consulting!

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chess, videomaker Umbria

Videomaker Umbria e quella torre in d7 di Karpov

videomaker-umbriaHai un budeget limitato e hai bisogno di immediatezza per pubblicare il tuo video su You Tube? Non ce l’hai un set professionale per dosare luci, contrasti, suoni etc ma una webcam non si nega a nessuno esattamente come quella torre in d7 di Karpov nell’ottava del match di Bugojo nel 78 contro Kortchnoi. 26 Td7 probabilmente avrà fatto imprecare non poco il nostro eroe nero che collassa sulla colonna effe. Ma torniamo a parlare di queste piccole videocamere apparentemente poco pretenziose che dominano il mondo se vuoi diventare leader nel settore videomaker Umbria devi approfondire tutte le risorse potenzialmente a tua disposizione. Certo parliamo pur sempre di un mezzo che sta nel gradino più basso delle risoluzioni e delle qualità che puoi ottenere sul prodotto finale. Tramite un portatile puoi anche destreggiarti in esterni anche se appunto alcune caratteristiche non é che siano eccelse, come l’audio per esempio e di risoluzioni che miagolano intorno al 640 x 480. L’aspetto positivo di queste limitazioni é che grazie ad effetti molto realistici basati su effetti tecnologici medio bassi andiamo a creare situazioni di immediatezza modello cinema realistico. Una webcam non ha il controllo contestuale sulla luminosità per esempio. Di solito le webcam consentono anche lo streaming e consentono il salvataggio dati su hard disk. E quindi arriaviamo alla domanda catartica: quando mi conviene usare questo strumento? Quali sono quei video che traggono dei benefici da questa soluzione? L’immediatezza di bassa qualità si sposa benissimo per esempio nei videoblog dove non é necessario essere troppo sofisticati per essere credibili. Non sempre un prodotto altamente professionale produce effetti positivi, spesso troppa ricercatezza può diventare controproducente. Le cose semplici, immediate con illuminazione terra terra creano un marchio di fabbrica inconfondibile. Se hai il buon senso di usare alle spalle uno sfondo grigio chiaro o bianco al posto di zebre a pallini sicuramente il tuo video risulterà pubblicabile, sentenzia videomaker Umbria. E per quanto riguarda la luce giusta puoi sempre fare delle prove preliminari e vedere l’effetto che fa. Con la funzionalità Quick Capture puoi anche caricare il video in tempo reale pregiudicando in questo modo una ipotesi di montaggio. Ma questo post di videomaker Umbria non potrebbe finire che con una domanda: in una partita Ruy Lopez come si può assistere a una devastazione magistrale da gambetto di re sulla colonna F di dimensioni epiche come nella partita menzionata?

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Spassky da giovane era un tipo tranquillo o gli prudevano le mani?

chess-formazione-castello-di-colleRaskowsky incontra Spassky nel 1973 in occasione del campionato SSSR e osservando il suo gioco di nero verrebbe da dire che sta giocando in scioltezza come se davanti avesse il fabbricatore di altoforni locali. Invece quel giorno Spassky era fresco e rilassato e la sera prima non era andato in discoteca a fare il guappo. Morale: il nero viene piallato senza ritegno. Certo é che l’agonista oggi che vuole diventare super GM e raggiungere 3000 di elo battendo la stecca a Carlsen ha un solo modo per farlo, studiare i classici magari dopo aver fatto un corso di memoria veloce con il mago Silvan o qualche coach nostrano dei giorni nostri. Dove vai se i contenuti non ce li hai? Questa generazione qui che si affrontava negli anni settanta ce l’aveva ancora la filigrana, poi arrivò il computer e la sociologia inventò la corporazione dell’ italiano medio, pardon dello scacchista internazionale medio, quello che preferisce muovere i pezzi a pirillo di dinosauro giocando a un minuti al posto di studiare le partite delle colonne portanti. Ma la partita dove me la guardo chiese Chess Revolution Umbria? Te la guardi in rispettoso silenzio a questo indirizzo e buon divertimento: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1128944. E per finire una domanda retorica: ma perché alla fine il nero ha abbandonato non poteva scappare con il re e giocarsela fino alla morte così il bianco magari si stancava e il giorno dopo avrebbe preso la pigna? Bo, illuminateci con i vs feedback!