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E con il gergo troppo tecnico come la mettiamo caro copy? Non vorrai mica subire una immortale come una celebre partita di Anderssen eh?!

Quante complicazioni ha il copywriter in natura eh?! Comunicare in maniera chiara contenuti confusi, scrivere poco e per l’utente oppure fare il contrario magari scrivere per i motori di ricerca in maniera lunga e confusa? Poi la questione del gergo tecnico per il copy é stata chiarita? Se scrivo phishing, cracker, firewall, hacker per attirare nuovi lettori nel mio blog ci riuscirò o il linguaggio é familiare solo a quella particolare tribù?! E se uso termini altolocati come infrastruttura tecnica riuscirò a incrementare il numero abituale di chi freqenta il mio blog?! Ogni professione ha i suoi problemi da risolvere. Andare a farcire i propri post di edulcorati acronimi e sigle di ricco gergo tecnico sorbisce l’effetto opposto se non si é equlibrati nei propri contenuti che si chiamano così perché contengono risorse il focus sarà concentrato sull’inutile. Il gergo si può usare se siamo dentro a un particolare settore o ambiente. Se scrivete GRU nel vostro testo ogni lettore interpreterà questa informazione in maniera differente se la sigla rimanda a diverse ambiguità. Il modo migliore di usare queste anomali linguistiche é quello di usare con il contagocce queste espressioni. Vale sempre il detto conosci il tuo pubblico. E’ generalista o specialista? Poi ci sono anche i contesti se stai scrivendo su Twitter con la limitazione dei 140 caratteri qualche acronimo in più sicuramente si vede e ci sta. Sostanzialmente scrivere solo per i motori di ricerca potrebbe essere interpretato come una forzatura, l’ideale é sforzarsi di essere colloquiali e di immedesimarsi nell’ avventore del bar. E il copy deve fate attenzione perché non deve diventare non solo troppo tecnico ma neanche troppi lagnoso o inutile. Gli articoli si devono scrivere perché risolvono dei problemi se poi in mezzo a tanti contenuti c’è anche un minimo di attenzione ben venga la teoria unificatrice universale degli ammassi astellari. Anche i gerghi di tendenza sono pericolosi perché tutto é mutevole e quello che oggi sembra figo solo domani diventa obsoleto. Poi ci sono quelle espressioni di uso comune che si possono scrivere a go go perché sprofondate nel linguaggio di uso comune come Digital Video Disk per esempio che sta per disco per video disco digitale e che conoscono anche i muri. Per contro non dobbiamo neanche mostrarci stupidi o ignoranti ma il nostro scopo é acquisire autorevolezza e quindi ci poniamo come obiettivo quello di essere competenti ed esperti in quel settore specifico. Insomma da scacchisti verrebbe da dire che ogni scritto deve essere perfetto per stile misura contenuti ritmo e assonanze armoniche come se si stesse creando una propria esclusiva immortale che nella pratica agonistica ha un nome, la famosa partita Adolf Anderssen vs Lionel Adalbert Bagration Felix Kieseritzky visionabile all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1018910 … i temi di questo funambolico gambetto di re non sono stabilire quali ingredienti devono essere ok per un coctail di successo ma il tema del vantaggio di sviluppo e dei sacrifici in bilico sull’ abisso per arrivare a un matto leggendario, ovvero come dire fare una bella ciambella con il buco. Sembra che il nero in questa partita poteva difendersi con successo ma ha fatto dell’ ingordigia il suo vizio capitale che lo ha portato al tracollo. Lionel Adalbert Bagration Felix Kieseritzky (1 January 1806 [O.S. 20 December 1805] in Tartu – 18 May [O.S. 6 May] 1853 in Paris) was a Baltic German chess master, famous primarily for a game he lost against Adolf Anderssen, which because of its brilliance was named “The Immortal Game”. Certo che essere famosi dà più soddisfazione quando hai inferto un insuccesso piuttosto che subirlo, ma anche questa é un altro tema che potrai approfondire sul network progetto formativo Umbriaway Consulting

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Ma quando vai a fare la spesa dentro ci metti mosse tipo il 20 Cavallo in h7 giocata nella Kasparov vs Marjanovic?

Garry Kasparov vs Slavoljub Marjanovic é uno spaccato didattico sull’ arte dell’ attacco. Ogni scacchista dovrebbe avere il suo eroe a cui ispirarsi un modello di comportamento da cui attingere. Quello che c’è di positivo in Kasparov e la sua concezione di sacrificio chi lo ha visto sul video https://youtu.be/SMe-hvCwTRodi un’altra celebre partita sa che le grandi opere d’arte non nascono per caso ma seguoino un iter travagliato e complesso. Vincere una partita con un sacrificio dove hai visto tutte le mosse e contromosse, bè l’orco di Baku lo fa e allora c’è da imparare, link http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1069877…la partita finisce velocemente in meno di trenta mosse: 1. d4 Nf6 2. c4 e6 3. Nf3 b6 4. g3 Bb7 5. Bg2 Be7 6. O-O O-O 7. d5 ed5 8. Nh4 c6 9. cd5 Nd5 10. Nf5 Nc7 11. Nc3 d5 12. e4 Bf6 13. ed5 cd5 14. Bf4 Nba6 15. Re1 Qd7 16. Bh3 Kh8 17. Ne4 Bb2 18. Ng5 Qc6 19. Ne7 Qf6 20. Nh7 Qd4 21. Qh5 g6 22. Qh4 Ba1 23. Nf6….e la mossa 20 Ch7 é la ciliegina sulla torta. Di nuoco ci troviamo di fronte a una simpatica situazione: ce sta gente per dirla alla romanesca che fa le cose difficili con leggerezza. Questo però lo dovrebbe fare anche a chi aspira a diventare un buon copywriter per esempio, scrivere per il web significa snellire, categorizzare, semplificare, procedere per gradi in modo da mostrare un intero arcipelago solo a piccoli pezzi per dare il tempo al lettore consumatore una buona digeribilità. Le istruzioni passo passo partono da un inizio e finiscono con una fine! Un pòcome la partita a scacchi che finisce come lo scacco matto di cui sopra inferto dal bianco. Se da copy state affrontando argomenti troppo tecnici occorre interrogarsi e chiedersi se dall’ altra parte c’è lo stesso livello di competenza e se é il caso di guidarli passo passo verco conoscenze maggiori incrementate per gradi. C’è modo e modo per fare una guida come buttarsi dal trampolino e vivere felici senza cicatrici. Che fai inizi a partire dal trampolino o dici prima che ce sta l’acqua e il bagnino e che la piscina non deve stare vuota? Dipende a chi ti rivolgi. Bisogna guidare il lettore verso un processo completo o posso evitare di raccontare cose scontate e banali? Veramente scontate o banali o certe informazioni vanno comunque trasmesse? In fondo se vai a comprare qualcosa al supermercato entri nel supermercato, prendi il carrello, valuti la merce, scegli la merce, metti la merce nel carrello, porti la merce alla cassa, paghi, rimetti a posto il carrello e ti porti via la merce. Il copy non deve dare per scontato il fatto che alcune azioni come guidare la macchina o suonare il piano siano solo azioni riconducibili a guidare la macchina o suonare il piano. Dentro a queste semplici azioni si può scomporre l’universo e bisogna chiedersi se l’utente ha necessità di sentirsi dire cose che già conosce o forse cose che non sa. Il punto é come aspirante copy al top: quando scrivi la metti la merce nel carrello e segui dei passaggi numerati? Certamente é importante descrivere una sola azione per ogni passaggio senza essere troppo prolissi e senza creare confusione. Può anche capitare che l’utente a cui la racconti non sappia che cosa sia il corridoio di frutta e verdura e in tal caso non devi fare finta che sia assodato ma il concetto va spiegato in maniera tempestiva. Chi conosce bene i supermercati sa bene che quando entra deve prendere un carrello ma tu scrivi per quale pubblico? Sapevi che c’è anche chi ha bisogno di veloci ripassi? L’arte del copywriting ha dei confini di scrittura molto vasti e impalababili l’unico modo é quello di esplorarli sfruttando l’occhio bionico di Umbriaway Consulting che in uno dei prossimi articoli di approfondimento affronterà la spinosa questione del gergo e del linguaggio troppo settoriale dove ci chiederemo quanto necessità hanno i nostri affezionati lettori di essere inondati dal gergo tecnico anche se trattasi di un post particolare, quanto sono esperti in quella materia specifica.