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Ma è difficile implementare bootsrap in Codeigniter?

Come fare a implementare bootstrap in codeigniter? E’ difficile, complicato, devo fare un corso alla NASA? Nulla di trascendentale, anche se prima bisognerebbe partire da come mostrare una pagina a piacere al posto della consueta Welcome.php che genera un saluto gratificante all’ utente, ma dando per scontato che l’utente sappia risolvere questo facile dilemma (che comunque verrà visto alla fine in questo tutorial, basta avere un pò di pazienza e sapere quello che si deve fare, per cui il primo passo è andare su https://www.codeigniter.com/download e scaricare il famoso framework che una il paradigma Model-View-Control ossia il model e le viste mandano i dati al controller che li rielabora e per quanto riguarda le viste rispedisce tutto alla VIEW per rilanciare indietro il codice al browser, più difficle da raccontare che da capire in pratica con un editor sotto mano. Scompattata la cartella mettiamo in XAMPP, rinominiamola in bootstrap e inseriamola dentro la cartella CODEIGNITER (è una scelta personale per visualizzare i progetti). A questo punto andiamo a collegarci con https://getbootstrap.com/docs/4.1/getting-started/download/ e scarichiamo dalla prima sezione quella del Compiled CSS and JS e scompattiamo nella cartella download. Andiamo poi su https://jquery.com/download/ e scarichiamo il file https://code.jquery.com/jquery-3.3.1.min.js che una volta salvato possiamo andare a inserire nella cartella js di bootstrap, dove andremo a creare una cartella ASSETS che tradotto sta per risorse. Questa cartella andrà inserita nella root del framework scaricato. A questo punto le nostre risorse ci sono e serve lincarle ma come? Nella vista andiamo a spezzare una pagina HTML che è composta da tre parti, quindi HEAD, BODY e FOOTER. Scomposta in tre file la nostra pagina web conterrà al suo interno i tag utili per la parte interessata di quella sezione, più le risorse per andare a lincare le nostre risorse. Ad esempio nella pagina head dovremmo linkare quello che ci interessa. Nell’ inclusione del file head.php metteremo

<html>

<head>

<title>inclusione di bootsrap in codeigniter</title>

<link rel=”stylesheet” href=”<?php base_url();?>assets/css/bootstrap.min.css”>

</head>

<body>

mentre nel file di inclusione footer.php inseriamo

<script src=”<?php base_url();?>assets/js/jquery-3.3.1.min.js”>

<script src=”<?php base_url();?>assets/js/bootstrap.min.js”>

</body>

</html>

a questo punto prendiamo il codice di una pagina web responsiva fatta con bootstrap, oppure uno sei suoi componenti, andando a recuperarlo o dal sito bootsrap menzionato sopra o da siti didattici come https://www.w3schools.com/bootstrap4/default.asp, prendiamo il codice del componente o della pagina che ci interessa e incolliamolo nel file body.php e siamo già a buon punto ma attenzione perchè adesso dobbiamo configurare il nostro framework che è settato per vedere di default la pagina di benvenuto. Quindi andiamo sul file di configurazione autoload.php e andiamo a inserire il parametro URL tra virgolette $autoload[‘helper’] = array(‘url’); Ora si va a cercare il file di configurazione routes.php e si imposta il parametro $route[‘default_controller’] = ‘home’; questo significa che devo creare un file nell’ Application controller che si chiamerà Main.php che conterrà al suo interno le seguenti istruzioni:

<?php

defined(‘BASEPATH’) OR exit(‘No direct script access allowed’);

class Home extends CI_Controller {

public function index()

{

$this->load->view(‘head’);

$this->load->view(‘body’);

$this->load->view(‘footer’);

}

in cui si evince che le viste vengono caricate sostanzialmente e dove si nota il nome della classe in maiuscolo che é uguale al nome del file e anche al richiamo che abbiamo nel file di instramento nella cartella config; tutto quello che bisogna fare ora è visualizzare il risultato ottenuto all’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/codeigniter/bootstrap/ .Complesso? Complicato? Può darsi, ma il vantaggio di lavorare in questo modo è quella di avere alle spalle una applicazione solida e robusta che oltre a garantire maggiori margini di sicurezza semplifica e riduce all’ osso il codice nelle parti che vanno controllate, quindi maggior ordine e chiarezza su dove intervenire dopo una prima fase di inevitabile sbandamento! A questo punto complichiamoci la vita. Nella navbar in alto ci sono tre link, mentre con il classico html sarebbe facili riempirli magari con tre url del tipo https://www.umbriaway.eu/ o https://www.umbriashop.eu/ o http://www.umbriaway.it/ in codeigniter come si riesce a ottenere lo stesso risultato? Semplice si va sul file body e si completano i link vuoti trasformando la navbar in questo modo:

<nav class=”navbar navbar-expand-sm bg-dark navbar-dark”>

<a class=”navbar-brand” href=”#”>Navbar</a>

<button class=”navbar-toggler” type=”button” data-toggle=”collapse” data-target=”#collapsibleNavbar”>

<span class=”navbar-toggler-icon”></span>

</button>

</nav>

e funziona se spedisco i file via FTP su server? Certo che si perché sono file esterni ma se ci aggiungo un link che punta a un file tipo

<li class=”nav-item”>

<a class=”nav-link” href=”mission.php” target=”_blank”>Mission</a>

</li>

come faccio a vederlo? Lo inserisco con gli altri e visualizzo ma cosa ottengo? Qualcosa del tipo: The requested URL /codeigniter/bootstrap/mission.php was not found on this server. E allora che fare? Occorre andare sul controller e aggiungere la nuova vista con: $this->load->view(‘mission.php’); a questo punto ricarico e…..riottengo lo stesso risultato come mai?! Per questo dilemma lasciamo la soluzione a una delle prossime puntate! Che codeigniter sia con voi nei secoli dei secoli!

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Pensa come un grande maestro nel settore vendita, puntata 14 a cura di web designer Todi

Autostima e salute sono due parametri importanti per il venditore soprattutto quando dopo una lunga giornata di lavoro svolta in equilibrio precario tra imprevisti per strada e inconvenienti sugli orari torniamo a casa incassando una trafila interminabile di NO. Il venditore che non desiste e che non molla é quello che ha la capacità di incassare con meno ripercussioni possibili questi NO per trarre da essi delle lezioni poisitive accettando eventuali osservazioni e critiche in modo da aggiustare il tiro per il ciente successivo. Bisogna evitare pericolose somatizzazioni come atteggiamenti remissivi che portando il venditore a dire sempre si al cliente. Un confronto attivo é sempre auspicabile soprattutto per quelle situazioni dove la fidelizzazione del cliente é a lungo termine. Ingoiare bocconi amari alla lunga porta a una regressione involutiva che va assolutamente evitata. E’ doveroso domandarsi come reagiamo quando veniamo criticati. La prendiamo bene male che testate diamo contro il muro? Condividiamo il detto sbagliando si impara? Siamo elastici, siamo capaci di smussare gli angoli? Andiamo daccordo con persone da noi molto diverse caratterialmente? Non riusciamo a distaccarci dagli avvenimenti? Siete attratti da culture e religioni diverse dalla vostra? Vi ritenete buoni ascoltatori? Rimuginate di frequente sul passato? Amate gli sport competitivi? Faticate a comprendere i motivi di critica che state subendo? L’obiettivo é quello di diventare consulenti distaccati che sono in grado di vedersi dall’ esterno spegnendo le partecipazioni emotive. Non dobbiamo reagire in maniera impulsiva ma sbollire e aspettare. Ogni volta che vi criticano la prendete come un attacco cosmico personale perché non siete ok rispetto all’ universo?! Il fulcro di tutto sta nell’ ascolto attivo. Anche la gestione della voce interiore che può ristrutturare errate convinzioni é d’aiuto. Le critiche non sono rivolte alla persone ma al venditore. Dietro ogni comportamento come recita un importante assunto della PNL c’è una intenzione positiva. Certamente con domande costruttive posso mettermi nella condizione di capire quale sia l’intenzione positiva esercitata da chi mi asfalta con giudizi lapidari. Si tratta di trasformare una formulazione negativa in positiva ribaltando eventuali frittate, ad esempio analizziamo questo fantascientifica situazione di vendita. V=consulente, C=cliente. C: il suo prodotto oltre ad essere caro sembra fuori mercato. Il venditore che nel frattempo si é chiesto che intenzione positiva cerca di esprimere il suo cliente replica mentalmente: teme di spendere soldi inutilmente é questo che la porta a criticare? Se questa é la motivazione la risposta ufficiale sarà: non si preoccupi eviterò di farle spendere soldi inutilmente. Se poi questo non é ciò che vuole che cosa desidera realmente? Si tratta di ricondurre la trattativa su binari di positività. Usando il COME si può anche districare meglio la matassa: come fa ad essere sicuro che il mio prodotto non sia funzionale e performante per i suoi scopi? Vediamo insieme i vantaggi! Da una critica che sempbrava senza appello siamo passati a riprendere la corsa su un binario che sembrava morto in partenza. Come al solito queste critiche e questi no generano se male interpretati dei circoli viziosi e non virtuosi del tipo: il cliente attacca la mia persona (in realtà attacca solo il mio prodotto) io diminuisco il numero di visite a questa persona smetto di cercarla lo elimino dalla mia agenda contatti e con sempre meno clienti mi genero uno stato depressivo da dove rischio di non uscire. L’autostima é molto importante! Il processo di valutazione delle critiche é quello standard nel senso che prima ascoltiamo con attenzione le critiche, valutiamo dopo con oggettività tale critiche, decidiamo come rispondere alle critiche sulla base dei nostri obiettivi. Come al solito la PNL degli esercizi pratici può aiutare a ottienere il massimo da questo processo quindi troviamo un posto tranquillo per trenta minuti e rilassiamoci (fase1). Ripendiamo a un felice momento di successo nella vendita. Un premio ricevuto, un importante contratto che emozioni positive c’erano a corredo in quegli episodi? Cercate di sperimentare un picco emotivo di positivita e all’ apice gettate un ancora intensa che vi servirà ad esempio quando ripensando alle critiche dei clienti possiamo attutire quella negatività smorzandola tramite l’ancora. Fase 3: fatevi il film con il cliente nefasto che in passato vi ha fatto a brandelli. Fase 4: siete al cinema e come spettatori protetti da una campana di vetro. Mentre vi vedete crollare chiedetevi quale buone intenzioni hanno alla base quei brutticattivi carnefici tenendo presente che la negatività non può toccarvi in quanto protetti da una campana protettiva. Fase 5 di comparazione: rispetto a prima avete un pò visto cose diverse ridimensionato l’episodio? Vi siete accorti che un fondo di verità c’era nelle critiche subite o no? Modificate anche per il futuro i vs atteggiamenti non é il caso di prendersela ma di valutare correttivi per migliorare nelle prossime performances. Facendo le domande giuste é possibile poi arrivare a contestualizzare correttamente e ad aumentare la gamma delle risposte nella faretra delle proiprie risorse interne. Nell’ ultima fase quando tutto il processo di comparazione é ok e anche i comportamenti da tenere per quella situazione sono chiari ecco il tocco finale: immaginate di vedere esplodere la vostra campana di vetro per saldare i processi neuroassociativi. Bisogna capire la mappa del mondo del nostro cliente. Ascoltando e decodificando. Individuando i sistemi rappresentazionali e le posizioni percettive che andremo a sviscerare in uno dei prossimi articoli.