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Pensa come un grande maestro nel settore vendita, puntata 9 a cura di web designer Orvieto

I canali principali che semplificano il modello PNL sono tre: visivo, uditivo, cinestesico. Vediamo le submodalità visive. Le scene dalle informazioni che recuperiamo sono in bianco e in nero o a colori? E’ una scena statica o dinamica? E’ una panoramica rotante o un fermo immagine a cornice? L’immagine é a fuoco o sfocata? La prospettiva é associata o dissociata? Sto vedendo qualcosa in 2D o in 3D? E i parametri legati alla variabile distanza? E la variabile luminosità? E la posizione nello spazio? E il numero di immagini? Insomma il piennelista gioca non solo a fare il detective ma anche a fare il regista e se volessimo cercare degli aspetti innovativi da cose dette e ridette bisogna valutare anche la PNL alla scrittura creativa visto che questo canale é davvero privilegiato nella lettura. Applicando delle semplici regole di visualizzazione posso inquadrando la telecamera con le mie tecniche soggettive esplorare tutte le variabili viste in precedenza e allargarle a quadri esplicativi di chiarezza e lungimiranza! Ma c’è un utilità pratica rispetto a queste tecniche presunte alla Cagliostro? Certo, immaginate eventi soloroso in cui emotivamente non riuscite a staccarvi nelle loro componenti di rabbia sofferenza o dolore, basta magari applicare lo switch arbitrario dissociato o associato e voilà tutto si risolve come per incanto, con una percezione lontana di noi stessi e distaccata anche i carichi emotivi negativi legati a convinzioni limitanti o a false credenze depotenzianti o a neuroassociazioni distorte da noi elaborate possono scomparire come per incanto. Ovviamente associarsi a ricordi positivi aiuta! Con questa logica esplorativa della time line é possibile andare a modificare le variabili dei propri fotogrammi tenendo sempre presente che una variazione produce una cascata causa ed effetto complessiva e una risonanza di modificazioni di cui essere consapevoli. Si tratta di impossessarsi di questo telecomando mentale e di andare a cambiare qualche tonalità o schermata come se si trattasse di un videogioco o di una gara di formula uno dove posso inqudrare la vettura oppure con uno zoom esterno. Serve un pò di pratica per lavorare su queste esplorazioni introspettive ma lo scopo é sempre lo stesso: lenire gli aspetti negativi e convertire il quid che non funziona in qualcosa di lungimirante. Ovviamente anche i suoni dicono la loro e quindi esploriamo anche la parte uditivà dei tre canali con queste submodalità: stereo o mono? parole o suoni? volumi? Distanza nello spazio? durata? velocità? Pause, provenienza ritmo, tono alto basso. Ok e invece per quanto riguarda laparte cinestesica? Le variabili in gioco sono: intensità, temperatura, pressione, area di estensione, direzione, costante-intermittente. Indubbiamente verdersi in terza persona piuttosto che come i protagonisti associati in soggettiva nei film di Dario Argento ha i suoi vantaggi, provare per credere. Gli angoli di osservazione determinano una diversa prospettiva dei significati(magari attributi deformando la realtà dei fatti) ad essi associati. Quindi sarà utile come pratica agonistica associarsi e dissociarsi rispetto al ns passato oppure giocare a cambiare le sottomodalità che sono molto personali e soggettive; in generale allargare il quadro generale riempe di luce e calore e luminosità e di emozioni positive la scena contrariamente allungare allontanare e contrarre punti che diventano sempre più piccoli e scuri influisce negativamente sugli stati d’animo. I vantaggi nell’ applicare queste tecniche sono semplicemente spaziali: immaginate un venditore che ha poca motivazione e spinta nel proporre un suo prodotto o servizio, come potrebbe lavorare? Potrebbe prendere carta e penna, fare in modo di ricordare un momento passato dove era fortemente motivato e determinato e sicuro di se e pieno di autostima e quindi scorporare tutte le variabili viste precedentemente sui tre canali scrivendole sul foglio. Una volta analizzata quella scena e sintetizzato i punti di forza potete visualizzare le vostre vendite recenti per fare lo stesso lavoro sugli aspetti demotivanti e studiarne le submodalità al fine di comparare le due schede e di concentrarsi anche sulle variazioni macro su cui lavorare. Scuro, piccolo. statico questa é il fotogramma attuale? Fate diventare il tutto grande caldo luminoso e positivo agendo su quel telecomando interiore e sulla time line del regista proprio come se si trattasse di un programma di grafica dinamica tipo Flash. Si tratta quindi di andare a sostituire le sottomodalità negative e convertirle in positive in modo da rifocalizzare la motivazione verso lidi più produttivi. Ovviamente se iniziate a pensare che lo scorrimano della tecnica non possa funzionare da subito non funzionerà, bisogna metterla in pratica. Sostanzialmente il discorso delle submodalità sono legate a una maggiore produttività dei nostri stati d’animo, un miglioramento generale che si può anche ottenere creando potenti neuroassociazioni con la tecnica dell’ ancoraggio.