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Spassky da giovane era un tipo tranquillo o gli prudevano le mani?

chess-formazione-castello-di-colleRaskowsky incontra Spassky nel 1973 in occasione del campionato SSSR e osservando il suo gioco di nero verrebbe da dire che sta giocando in scioltezza come se davanti avesse il fabbricatore di altoforni locali. Invece quel giorno Spassky era fresco e rilassato e la sera prima non era andato in discoteca a fare il guappo. Morale: il nero viene piallato senza ritegno. Certo é che l’agonista oggi che vuole diventare super GM e raggiungere 3000 di elo battendo la stecca a Carlsen ha un solo modo per farlo, studiare i classici magari dopo aver fatto un corso di memoria veloce con il mago Silvan o qualche coach nostrano dei giorni nostri. Dove vai se i contenuti non ce li hai? Questa generazione qui che si affrontava negli anni settanta ce l’aveva ancora la filigrana, poi arrivò il computer e la sociologia inventò la corporazione dell’ italiano medio, pardon dello scacchista internazionale medio, quello che preferisce muovere i pezzi a pirillo di dinosauro giocando a un minuti al posto di studiare le partite delle colonne portanti. Ma la partita dove me la guardo chiese Chess Revolution Umbria? Te la guardi in rispettoso silenzio a questo indirizzo e buon divertimento: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1128944. E per finire una domanda retorica: ma perché alla fine il nero ha abbandonato non poteva scappare con il re e giocarsela fino alla morte così il bianco magari si stancava e il giorno dopo avrebbe preso la pigna? Bo, illuminateci con i vs feedback!

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